La pubertà è un periodo di trasformazioni corporee che segnano il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, generalmente situato tra i 10 e i 13 anni, anche se oggi esordisce spesso verso gli 8-9 anni.
In questa fase, il corpo cambia rapidamente, con la comparsa dei caratteri sessuali secondari: nelle ragazze si accentuano le curve e arriva il primo ciclo mestruale, nei ragazzi si assiste al cambiamento della voce, alla comparsa dei peli e alla prima eiaculazione.
Il soggetto è ora abitato con rinnovata presenza dalla pulsione, che convoca a una differenziazione dalla propria immagine infantile. Questi cambiamenti fisici richiedono infatti una ridefinizione del sé, anche attraverso l’assunzione di un’identità sessuata.
Il confronto con questo "nuovo corpo" può tuttavia generare vissuti faticosi, poiché le trasformazioni arrivano spesso improvvisamente, cogliendo impreparati i preadolescenti. Essi sono ora chiamati a lasciare la propria posizione infantile per cercarne una nuova, con un corpo che, sessualizzandosi, inaugura una differente presenza sulla scena del mondo.
IL RAPPORTO CON L'ALTRO
I preadolescenti, anche sulla scorta dei cambiamenti ormonali, si aprono con rinnovato interesse al rapporto con l’altro, secondo modalità tipiche di questa fase: per esempio, i maschi tendono a mettersi alla prova in competizioni che affermino la propria forza e identità, mentre le femmine costruiscono relazioni strette – l’amica del cuore, il gruppo ristretto di confidenti – attraverso le quali scoprono il mondo, compreso quello maschile.
Inizia così la curiosità verso l’altro sesso, a cui seguiranno le prime cotte, le delusioni d’amore, le relazioni sentimentali. Questo spostamento dell’oggetto d’amore al di fuori dell’ambito familiare può amplificare le insicurezze tipiche dell’adolescenza: i ragazzi e le ragazze si chiedono "Gli piacerò?" "Mi amerà?" "Che posto ho nel suo cuore?".
Le insicurezze e i vissuti faticosi legati ai cambiamenti corporei e alla sessualità, in una fase di vita caratterizzata dalla ricerca e sperimentazione della propria identità, possono spesso condurre all’emulazione (anche virtuale) di amici e coetanei e, talvolta, all’adozione di comportamenti a rischio. È proprio dunque in questa fase, fatta di curiosità e scoperta, che diventa ancora più importante parlare di consenso.
IL CON-SENSO
Il consenso deve essere posto alla base della propria sessualità. Sintetizzando, potremmo dire che esso si fonda sulla libertà soggettiva di poter dire "sì" o "no" all’interno di una relazione, senza temere le conseguenze che questa scelta può comportare. Con-senso significa quindi rispetto della libertà altrui e possibilità di riconoscere e dare un proprio senso a quel "con" che riguarda i legami sentimentali e sessuali.
GENITORI: COSA FARE?
Riconoscere i cambiamenti corporei e la discontinuità con l’infanzia.
A cura di: Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus
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