L’ansia nei bambini non si presenta sempre come "sono in ansia". Spesso arriva travestita: mal di pancia, mal di testa, irritabilità, pianti improvvisi, bisogno di controllo, rifiuto della scuola, "mamma ti prego non andare".
Fonti cliniche pediatriche sottolineano che nei bambini e ragazzi l’ansia può tradursi in sintomi fisici e che un supporto psicoeducativo aiuta molto.
ANSIA: UN PO' E' NORMALE
L’ansia è un allarme. Serve a proteggerci. Il problema nasce quando:
I SEGNALI PIU' COMUNI IN BASE ALL'ETA'
0–6 ANNI
7–10 ANNI
11–13 ANNI
COSA DIRE E COSA NON DIRE
Da evitare:
Da provare:
L’approccio consigliato da molte risorse pediatriche è riconoscere il vissuto e poi allenare strategie concrete.
UNO SCHEMA PRATICO IN 4 PASSI
1. Riconosci (l'emozione, senza correggerla)
Messaggio chiave: l’emozione è legittima, anche se la paura non è "razionale".
2. Accogli (senza minimizzare o risolvere subito)
Qui il genitore diventa "regolatore esterno" dell’ansia.
3. Facilita (la regolazione emotiva)
Senza questa fase, il cervello del bambino non è pronto ad ascoltare logica o spiegazioni.
4. Fai piccoli passi (verso la situazione temuta)
Questo è il passaggio che riduce davvero l’ansia nel tempo.
STRATEGIE PRATICHE A CASA (SEMPLICI MA POTENTI)
1. Respiro "mano sul petto" (60 secondi)
2. Dare un nome all’ansia
3. La scala del coraggio
4. Routine e previsione
IL GRANDE EQUIVOCO: "SE EVITO, SI CALMA"
Evitarlo calma oggi...e ingrandisce l’ansia domani. Il cervello impara: "Avevo ragione ad avere paura".
Il lavoro è fare micro-esposizioni: piccoli passi, ripetuti, con supporto.
QUANDO CHIEDERE AIUTO
Parla con pediatra/psicologo se:
A cura di: Keikibu
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