Da genitori, capita spesso di chiedersi: "le competenze del mio bambino sono adeguate per la sua età?" o "cosa posso fare io concretamente per aiutarlo nel suo percorso di apprendimento?".
E’ importante dare al genitore dei riferimenti chiari per capire a cosa prestare attenzione durante la crescita del bambino, sapere cosa si può fare per sostenerne lo sviluppo neuro-cognitivo, senza però confinare i progressi del bambino in uno schema rigido e senza generare ansie inutili.
RESPONSABILIZZARE I GENITORI
I genitori devono sapere che le loro stimolazioni e pronte risposte ai segnali dei figli hanno un impatto immediato sullo sviluppo dell’apprendimento degli stessi.
Se l’ambiente in cui vive il bambino è poco stimolante, si rischia infatti di rallentare il suo sviluppo neurologico e cognitivo, essendo appunto il potenziale di apprendimento molto alto nei primi anni di vita.
Le disuguaglianze tra i bambini nascono proprio nei primissimi periodi di apprendimento perché il bambino fin da piccolino è particolarmente sensibile alle proposte quotidiane degli adulti che interagiscono con lui.
È quindi fondamentale responsabilizzare i genitori, affinché dedichino la giusta quantità e qualità del loro tempo ai propri figli, per "esserci davvero" avendo anche le idee chiare sulle fasi di sviluppo e le competenze da acquisire secondo l’età del bambino.
Fin dai primi mesi, ad esempio, è importantissima l’attenzione che l’adulto dedica al bambino, affinché questa nel tempo diventi un’attiva attenzione condivisa. Per favorire l’attenzione nel bambino occorre parlargli spesso di ciò che state facendo con e per lui, mantenendo il suo sguardo con il vostro: questa prima attenzione condivisa verrà nel tempo trasferita anche sugli oggetti che via via gli proporrete. È proprio dal consolidamento dell’attenzione condivisa, infatti, che si avvia anche lo sviluppo del linguaggio.
PREVENIRE IL DISORIENTAMENTO EDUCATIVO E LE DIAGNOSI FRETTOLOSE
Poiché l’apprendimento non inizia a scuola, ma ben prima, bisogna fare in modo che i genitori non rimangano troppo soli nella sfida quotidiana di far crescere al meglio il loro bambino.
Visto il diffuso disorientamento educativo attuale, è a mio avviso importante che proposte educative mirate vengano fatte già dal primo anno di vita del bambino, quando i genitori spesso si sentono soli nel comprendere cosa possono fare in modo costruttivo per crescere il proprio figlio con competenze adeguate. L’amore non basta: è necessario sapere anche quali proposte educative concrete possono aiutarlo a crescere adeguatamente a seconda dell’età.
Investire presto nelle competenze genitoriali con progetti educativi mirati può anche contribuire a evitare nel tempo di incasellare i bambini in diagnosi rigide e a volte frettolose che, purtroppo, non portano sempre alla luce i veri bisogni del bambino anche in virtù dei fattori socio-ambientali che ne hanno condizionato lo sviluppo.
Come sostiene Paolo Crepet, occorre opporsi fermamente al cosiddetto marketing della fragilità, che tenta di rendere ogni bambino patologico se non rientra in determinati parametri. Tali parametri vanno condivisi da subito con i genitori che - come ho ribadito all'inizio - sono i primi e i più importanti educatori che possono favorire positivamente lo sviluppo a 360 gradi del proprio bambino.
Nel prossimo articolo vi parlerò di una proposta-guida educativa di supporto ai genitori per monitorare e attivare lo sviluppo del proprio bambino da 0 a 6 anni.
IL DIALOGO CON IL PEDIATRA E LA SCUOLA E’ FONDAMENTALE
Un aiuto importante può arrivare da un confronto regolare e costruttivo con il pediatra e gli educatori che trascorrono molto tempo con i nostri figli.
I genitori possono approfittare dei periodici "bilanci di salute" con il pediatra per chiedere consiglio, scoprire il proprio "potenziale educativo genitoriale" e non rischiare di saltare alcune fasi di apprendimento preziose per la crescita del loro bambino.
Inoltre, chiedere agli educatori un aggiornamento costante circa le attività svolte all’asilo o a scuola con i bambini e quali attività è quindi utile proporre a casa, aiuterebbe i genitori a gestire al meglio non soltanto l’apprendimento dei loro figli, ma anche le loro emozioni.
A cura di: Dott.ssa Michela Maddalena Capasso, logopedista
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