Una coppia che parte per l’incontro con il figlio adottivo viene preparata da Servizi Sociali ed Enti. E i bambini? A loro chi ci pensa? Considerato il fatto che in Italia arrivano bambini sempre più grandi, diventa urgente creare un percorso formativo psicologico anche per loro.
UNO SGUARDO CHE CAMBIA PROSPETTIVA
Nel percorso adottivo esistono fasi strutturate e consolidate per le coppie: incontri con i Servizi sociali, formazione, accompagnamento. Molto meno definito è, invece, ciò che riguarda i bambini. Come vivono l’attesa? Chi li aiuta a comprendere cosa sta accadendo e cosa accadrà?
"Non so quanti anni avessi. Non capivo cosa stesse succedendo e nessuno mi spiegava nulla. Nella mia testa c’erano solo domande e preoccupazioni." (Masha, adottata all’età di 7 anni).
A partire da queste domande nasce Io prima di noi. L’attesa dell’adozione da parte dei figli, volume curato da Giuseppina Facchi e voluto da ItaliaAdozioni APS. Il libro propone un cambio di prospettiva netto: racconta l’adozione dal punto di vista di chi, fino ad oggi, ha avuto meno spazio nel dibattito.
L’ATTESA RACCONTATA DAI FIGLI
Il volume raccoglie 31 testimonianze di adulti adottati che ripercorrono il periodo precedente all’incontro con la famiglia adottiva. Emergono vissuti comuni: la separazione dalla famiglia d’origine, la vita in istituto o in comunità, l’incertezza sul futuro, la mancanza di spiegazioni adeguate.
Se per gli adulti l’adozione è un percorso scelto e accompagnato, per i bambini è spesso un processo subito. Mentre i genitori affrontano il cambiamento in coppia e con una rete di supporto, i figli lasciano luoghi, legami e riferimenti per entrare in una realtà sconosciuta.
UN VUOTO NEI PERCORSI DI ACCOMPAGNAMENTO
Uno degli elementi centrali messi in luce dal libro riguarda l’assenza di prassi strutturate di preparazione psicologica per i minori. In un contesto come quello attuale, in cui l’Italia accoglie sempre più bambini grandi e con storie complesse, questa mancanza appare rilevante.
L’attesa non è un tempo neutro: le esperienze vissute nei primi anni di vita influenzano lo sviluppo emotivo, relazionale e sociale. Ignorare questa fase significa trascurare un passaggio fondamentale del percorso adottivo.
“L’attesa nell’adozione, dal punto di vista del bambino, può essere un’esperienza densa e trasformativa. Comprenderne la portata psicologica significa mettere al centro il vissuto del minore e riconoscere che ogni adozione comincia molto prima dell’ingresso ufficiale in famiglia.” (Maria De Palma, psicologa in formazione e figlia adottata).
RACCONTI PERSONALI E SGUARDI PROFESSIONALI
Nel volume esperienze personali e riflessioni professionali dialogano tra loro. Le testimonianze di adottati adulti sono organizzate in 11 capitoli tematici e accompagnate dal contributo di esperti e di persone che, a diverso titolo, hanno vissuto o lavorato in questa fase dell’adozione.
Accanto alla curatrice Giuseppina Facchi, psicologa e psicoterapeuta, intervengono Mara Ponchiroli, psicologa e psicoterapeuta, Maria De Palma, psicologa in formazione e figlia adottata, Anna Cobianchi, madre adottiva, e Nausica Bortoluzzi, psicologa e psicoterapeuta. Il libro si apre con la prefazione di Rosa Rosnati, docente ordinaria di psicologia sociale all’Università Cattolica di Milano. Introduzione e conclusioni sono affidate a Ivana Lazzarini, presidente di ItaliaAdozioni APS, che colloca questo lavoro come una prima tappa di un percorso di riflessione più ampio.
RENDERE ABITABILE IL TEMPO DELL'ATTESA
L’attesa, come ricorda il libro, non è mai neutra. Ma può diventare un tempo di crescita se qualcuno decide di renderla abitabile. Per noi, genitori e adulti di riferimento — naturali, adottivi o semplicemente presenti — questa è una lezione preziosa: ogni bambino, in ogni momento della sua vita, ha bisogno di sentirsi visto e ascoltato.
Creare legami, dare parole alle emozioni, accompagnare, spiegare: sono gesti che nutrono la fiducia e costruiscono resilienza. Perché, come ci insegnano le storie raccolte in Io prima di noi, quando attorno a un bambino c’è un adulto che lo sostiene con empatia e verità, l’attesa smette di essere un vuoto e diventa un tempo di possibilità.
A cura di: ItaliaAdozioni APS
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