L’ansia nei bambini non si presenta sempre come "sono in ansia". Spesso arriva travestita: mal di pancia, mal di testa, irritabilità, pianti improvvisi, bisogno di controllo, rifiuto della scuola, "mamma ti prego non andare".
Fonti cliniche pediatriche sottolineano che nei bambini e ragazzi l’ansia può tradursi in sintomi fisici e che un supporto psicoeducativo aiuta molto.
L’ansia è un allarme. Serve a proteggerci. Il problema nasce quando:
dura a lungo è sproporzionata blocca la vita (scuola, amici, sonno) fa evitare sempre più cose0–6 anni
Paura intensa della separazione Regressioni (pipì a letto, richiesta continua) Difficoltà ad addormentarsi Irritabilità e crisi7–10 anni
Somatizzazioni (pancia/testa) Perfezionismo ("non ci riesco quindi non provo") Continuo bisogno di rassicurazioni11–13 anni
Ritiro sociale Iper-autocritica Ansia da prestazione e confronto Irritabilità a casa e "maschera" fuoriDa evitare
"Non è niente" "Smettila" "Ma di cosa hai paura?" (detto come rimprovero)Da provare
“Capisco che per te è difficile" "L’ansia fa rumore, ma passa" "Facciamo una cosa piccola, un passo alla volta"L’approccio consigliato da molte risorse pediatriche è riconoscere il vissuto e poi allenare strategie concrete.
Riconosci (l'emozione, senza correggerla)
Dai un nome a ciò che il bambino prova Mostra che lo hai capito davvero“Vedo che sei molto preoccupato… ti fa paura questa cosa.”
Messaggio chiave: l’emozione è legittima, anche se la paura non è "razionale".
Accogli (senza minimizzare o risolvere subito)
Stai vicino, ascolta"Capisco… può succedere di sentirsi così."
Qui il genitore diventa "regolatore esterno" dell’ansia.
Facilita (la regolazione emotiva)
Aiuta il bambino a calmarsi nel corpo, non solo con le parole (respiro, contatto fisico, routine calmanti)
"Facciamo insieme tre respiri lenti..."
Senza questa fase, il cervello del bambino non è pronto ad ascoltare logica o spiegazioni.
Fai piccoli passi (verso la situazione temuta)
Aiuta il bambino ad affrontare la paura gradualmente“Oggi proviamo solo a stare lì 5 minuti, insieme”. Dopo: "Com’è andata? Cosa ti ha aiutato anche solo un po’?"
Questo è il passaggio che riduce davvero l’ansia nel tempo.
1) Respiro "mano sul petto" (60 secondi)
Una mano sul petto, una sull’addome. Respiro lento. Non per "cancellare" l’ansia, ma per abbassare l’allarme.
2) Dare un nome all’ansia
"È arrivato il Mostro-Ansia?"
Per i bambini funziona perché separa "io" dal sintomo.
3) La scala del coraggio (1–10)
"Quanto ti fa paura da 1 a 10?"
Poi: "Facciamo una cosa che è 3/10, non 9/10."
4) Routine e previsione
Molti bambini ansiosi migliorano quando sanno cosa succede. Agenda visiva, orari, preavvisi.
Evitarlo calma oggi...e ingrandisce l’ansia domani. Il cervello impara: "Avevo ragione ad avere paura". Il lavoro è fare micro-esposizioni: piccoli passi, ripetuti, con supporto.
Parla con pediatra/psicologo se:
la scuola è compromessa ci sono attacchi di panico autolesioni o pensieri preoccupanti insonnia persistente ritiro totale da amici e attivitàIl tema è rilevante anche a livello di sistema e molte organizzazioni, anche internazionali, ricordano l’importanza di intercettare presto il malessere e creare contesti di supporto.
A cura di: Keikibu
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