Hai la sensazione che gli schermi stiano vincendo? Smartphone, tablet, TV e videogiochi sono ovunque e, diciamolo, a volte sembrano l’unico interruttore capace di "abbassare il volume" e di riportare un pò di calma nella giornata.
Il punto non è demonizzare il digitale: è riprendere il controllo con regole realistiche, coerenti e adatte all’età.
PERCHE' OGGI SE NE PARLA COSI' TANTO
Negli ultimi mesi anche pediatri e legislatori hanno alzato l’asticella dell’attenzione: l’uso precoce e intenso può impattare su sonno, attenzione, regolazione emotiva e relazioni. E' andato quindi rafforzandosi il messaggio di posticipare il più possibile l’accesso autonomo (in particolare smartphone personale e social).
Allo stesso tempo, i pediatri ricordano una cosa importante: non esiste una "soglia magica" valida per tutti. Conta cosa si guarda, quando, con chi e cosa sostituisce (sonno, sport, gioco libero, relazione).
5 REGOLE
Ecco alcune regole di casa che possono davvero migliorare la situazione:
1. Schermi dopo i bisogni, non prima
Lo schermo non deve "rubare" spazio ai pilastri. Prima vengono: sonno, scuola, movimento, tempo all’aperto, pasti, compiti essenziali, relazione.
2. Coprifuoco serale
La regola più potente per molte famiglie è semplice: niente schermi nell’ultima ora prima di dormire. Perché? Perché attivano, stimolano e spesso allungano l’addormentamento. Se vuoi scegliere una sola battaglia, scegli questa.
3. Zone libere da schermi
4. Contenuti "OK" e contenuti "NO"
Non limitarti al "quanto" e chiarisci anche il "cosa", facendo una lista condivisa con 3 categorie:
Quando il bambino partecipa alla creazione della lista, ne comprende la logica e accetta meglio il confine.
5. Il genitore è il primo algoritmo
Se noi adulti abbiamo il telefono sempre in mano, il messaggio implicito è: "questa cosa è più importante di tutto". Scegli un micro-rituale realistico: ad esempio, telefono in carica in cucina dalle 20:30. Non perfetto, ma visibile.
ALCUNE REGOLE PRATICHE PER ETA'
0–2 anni
Obiettivo: relazione, gioco sensoriale, linguaggio. Se c’è schermo, meglio molto raramente e con adulto presente.
3–6 anni
Obiettivo: routine e contenuti lenti. Brevi tempi, mai in autonomia "senza fine"; soprattutto, proteggi il sonno.
7–9 anni
Obiettivo: introdurre responsabilità. Regole chiare: quando, dove, dopo cosa. Inizia a parlare di pubblicità, acquisti in-app, trucchi delle piattaforme ("sono fatte per farti restare").
10–13 anni
Obiettivo: autonomia guidata. Qui servono:
E se c’è smartphone, meglio contratti familiari (orari, app, chiusura notturna, no social prima di una certa età).
COME GESTIRE LE CRISI ("SPEGNI!") EVITANDO UNA GUERRA
Quando togli lo schermo, il cervello del bambino protesta. È normale. Prova questo schema in 3 mosse:
UNA DOMANDA CHE CAMBIA TUTTO
Quando ti viene da dire "basta schermi!", chiediti: “che bisogno sta coprendo adesso lo schermo?”
Stanchezza? Fame? Noia? Troppa attivazione? Bisogno di contatto?
Se rispondi a quel bisogno con un’alternativa semplice (merenda, 10 minuti di gioco insieme, uscita breve, lettura), lo schermo smette di essere l’unica soluzione.
PROVA (MINI-SFIDA 7 GIORNI)
1 regola sola: ultima ora senza schermi
1 abitudine sola: 20 minuti all’aperto ogni giorno
Poi osserva: sonno, capricci, collaborazione...facci sapere!
A cura di: Keikibu
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